E’ stata la prima radio privata in Italia: ha iniziato le prime trasmissioni sperimentali nel dicembre 1974 e dal 1 gennaio 1975 i programmi regolari e da allora non ha mai interrotto le trasmissioni. In questo senso è la prima radio libera FM italiana.

 

Virginio Menozzi il primo proprietario di Radio Parma, ricorda tappe e personaggi che ne hanno segnato e accompagnato l’origine e i primi decisivi passi.
Vittoria sì, e con tanti padri.
“Senza Sergio Passera questa «Radio Parma» non sarebbe nata; la di lui capacità di elaborare, approfondire, costruire un percorso politico-culturale su un desiderio di fare sono stati decisivi nel trasformare l’intuizione in azione.
Pietro Micheli, prudente per carattere e professione accolse la notizia del progetto con sorridente rassegnazione: segno di incoraggiamento a proseguire.
Un incontro a Milano, nella seconda metà del 1974 con Giancarlo Masini, Enzo Tortora ed un gruppo di collaboratori del neonato «Giornale Nuovo» di Montanelli, la promessa di collaborazione disinteressata ed entusiasta sancì l’ineluttabile decollo; pur nella consapevolezza che l’operazione comportava rischi di natura giuridica, economica, ma soprattutto, politica. Ottimisti Eugenio Porta di Genova (futuro pres. Anti ass. naz. teleradiodiffusioni indipendenti) e Rosario Pacini, ex giornalista Rai poi fondatore della 1ª emittente libera della capitale «Radio Roma». L’impatto con la città destò sorpresa e curiosità, ma grazie alla «Gazzetta di Parma» e al «Resto del Carlino» che ne diedero notizia con il risalto che meritano le novità e, cosa più apprezzabile, senza scetticismi venne la conferma che i tempi erano maturi. Baldassarre Molossi e Aldo Curti attenti e curiosi per mestiere, che impone di saperne sempre di più, attraverso il «Lions Club», di cui Curti era presidente, organizzarono un conviviale-dibattito con l’allora responsabile Rai dell’Emilia-Romagna Umberto Cavezzali. La città e il territorio cominciarono ad attrezzarsi: fu il boom della M. F. (all’epoca quasi sconosciuta ed inutilizzata) con conseguente rilancio della radiofonia in campo nazionale, ma anche segnale di crescente responsabilità verso una società attenta che chiedeva risposte e proposte.
Decisiva, perché qualificante e trainante la collaborazione di mons. Pietro Rossolini in quanto tale, ma e soprattutto per la presenza, che, sola, dispensava equilibrio, saggezza, serenità.
La visita, mediamente settimanale di Ubaldo Bertoli riservata alla direzione e redazione era occasione per elargire, da consolidata esperienza e l’aria di nulla, preziose osservazioni ed importanti consigli.
Un tocco di classe «la classica in discoteca» di Gustavo Marchesi.
L’onda dell’entusiasmo ispirò una campagna pubblicitaria, artigianale e spontanea, ma efficace grazie all’estro e creatività di Pietro Amadei.
Le inevitabili vicende giudiziarie (oggi si dice atti dovuti) pur con l’ineluttabile pesante preoccupazione furono affrontate con relativa serenità dal momento che si poteva contare sulla levatura intellettuale-giuridica, ma soprattutto sulla convinta, appassionata e generosa difesa di Giampaolo Mora e… non solo nelle aule di giustizia.
Non manca il ricordo ma lo spazio per citare tutti coloro che come pietre crearono l’edificio; tuttavia è doveroso segnalare la disponibilità cordiale, parmigiana, dell’ass. sovraintendente al Teatro Regio Giuseppe Negri e dell’allora vicesindaco Gianni Cugini.
Trent’anni dopo, con soddisfazione di tutti, il sindaco Elvio Ubaldi in una dichiarazione rilasciata il 14 gennaio c.a. alla stessa «Radio Parma» le riconosce il merito di «aver cambiato il costume e in qualche modo la vita degli italiani affidando alla città un primato che la onora rendendola degna di passare alla storia».
Encomiabile, dunque, anche la decisione del comitato per il premio Sant’Ilario che conferendole l’attestato di benemerenza 2005 ha onorato tanti emeriti cittadini di cui «questo cronista» ha inteso, sia pure sommariamente e in modo non esaustivo, mettere in evidenza i meriti.
L’ottimismo decretò un successo, che non poteva mancare, consapevoli di aver gettato il seme in una comunità fertile: attenta, ricettiva, sensibile, intelligente.”

Ancora oggi Radio Parma è protagonista nella sua città: nel 2005 il Comune di Parma ha deciso di conferire all’emittente l’attestato di Civica Benemerenza, riconoscimento che viene consegnato dal Sindaco in occasione della cerimonia dei Premi S.Ilario, onorificenza conferita a coloro, persone, enti o organizzazioni che, con la propria attività, hanno in qualsiasi modo contribuito a rendere migliore la vita dei singoli e della comunità o ad elevare il prestigio della città, distinguendosi nel campo delle arti, delle scienze, dello sport, dell’industria o della solidarietà.

Questa la motivazione: ” Attestato di civica benemerenza all’emittente Radio Parma, riconoscimento straordinario nel trentesimo anniversario dalla fondazione della prima iniziativa privata radiofonica nazionale, frutto di intuizione pioneristica e capacità imprenditoriale che ha avviato una fase culturale e civica nuova in tutto il Paese.”

 

Informazione, eventi in diretta, notiziari sempre aggiornati ogni ora in collaborazione con la redazione di 12TvParma, news nazionali e dal mondo,  musica, interviste personaggi del mondo della cultura, musica, teatro, spettacolo ed esponenti delle più varie associazioni del territorio trovano spazio per esporre e descrivere ogni iniziativa.

Tantissimi gli ospiti che si sono susseguiti nel corso degli anni negli studi di Radio Parma e altrettanti sono stati raggiunti  negli eventi più importanti in tutta Italia.

Cantanti, scrittori, giornalisti, musicisti, attori e registi di cinema e teatro. Elencarli tutti sarebbe davvero troppo lungo e forse impossibile.

 

Radio Parma fa parte del prestigioso gruppo Editoriale che comprende Gazzetta di Parma (ed il relativo sito www.gazzettadiparma.it) e 12TvParma (www.12tvparma.it.)  Tutte le testate sono dirette da Claudio Rinaldi. (Oppure “direttore Claudio RInaldi)

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